La tecnologia di Adriatica

Adriatica é un’imbarcazione dotata di molti strumenti di aiuto alla navigazione. L’elettronica a bordo é completa come quella di una grossa unità, solo, in dimensioni medie.
2 radar, con portata nominale fino a 48 miglia di cui uno con Overlay (cioé sovrapposizione del tracciato Radar con la Cartografia) e sistema APRA/ARPA che permette di individuare e seguire fino a 10 obbiettivi-ostacoli (chiamati Target) in contemporanea. Una centrale B&G completa che ci dà dati del vento (direzione, velocità, angoli sia apparenti che reali), profondità, velocità, prua e rotta; un pilota in grado di comandare il timone sia riferito ad un angolo stabilito sulla bussola elettronica che rispetto ad un angolo predefinito con il vento e capace di virare o strambare da solo, lasciando il timoniere libero di intervenire in manovre di controllo; un Plotter Cartografico che grazie alla cartografia elettronica ci permette di avere costantemente aggiornata la posizione della barca su una Carta nautica riprodotta sullo schermo; un sonar sottomarino per l’avvicinamento alle scogliere e il passaggio nelle Passe coralline; due GPS che ci danno costantemente la posizione di Adriatica con uno scarto che non supera i 7 metri; un VHF e un SSB, radio a trasmissione per brevi e lunghe disatanze, che sono in grado di inviare in caso di pericolo una richiesta di soccorso con posizione, nome e tipo di avaria; questo stesso servizio può essere reso dal Mini-M e dall’Inmarsat-C, due altri strumenti di comunicazione via satellite; un sistema mail via radio, seppur basico, ma molto funzionale: é tramite questo sistema, chiamato PACTOR III, che Silvia riceve i giornali di bordo da noi, qui in Pacifico; un sistema FAX per ricevere le carte meteo e un Navtex che invece riceve bollettini e avvisi ai naviganti sotto forma di testo; un programma di navigazione che interprera, registra, ipotizza, simula ogni nostra opzione prima che sia realmente messa in pratica…
insomma, una vera e propria centrale elettronica che ci aiuta nelle scelte e nella gestione della navigazione.

E a noi che resta da fare, allora?

Beh, a noi resta il controllo di tutto questo. A noi resta la conoscenza dell’arte marinaresca (mai dimenticarla!!!) che subentra in caso di Panne del sistema. A noi resta l’interpretazione delle carte meteo e la scelta delle opzioni di rotta. A noi restano le manovre di giorno e di notte, i turni stancanti, il timore per l’oggetto sconosciuto segnalato dal Radar che ci è invisibile nell’inchiostro della notte oceanica.

A noi resta la fresca sensazione della brezza che ci scompiglia i capelli o la sferzata dell’onda che frange in coperta.

A noi resta l’andatura inclinata e barcollante che perdura per alcuni giorni dopo essere arrivati a terra e l’insonnia delle prime notti in porto.

A noi resta l’essere uomini.

A noi resta il Libero Arbitrio e… tuttu ciò che ne segue!

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