Ben arrivato Aliseo

Erano un paio di giorno che ci trascinavamo a motore senza vento, da quando i deboli venti da nord, creati da una forte perturbazione più a sud di noi, ci avevano lasciato dondolare in un mare calmo sotto un bel sole rovente.
Fa parte del viaggio anche questo, e poi i giorni di calma ci hanno permesso di dedicarci alla barca in maniera più tranquilla e riposata e, cosa molto importante, ci ha permesso di portarci più ad est, nel mezzo di questo grande oceano, proprio alla ricerca di venti più stabili.
E così quello che speravamo, si è materializzato come dal nulla, stavamo attraversando il 25 gradi di meridiano ovest, era l’imbrunire, solo qualche ora prima, il comandante di un grande peschereccio oceanico ci aveva augurato via radio un buon vento, un augurio di quelli veri,sincero, che veniva da una persone che vive in mare e che conosce le difficoltà di questo elemento.

Sembra impossibile o per lo meno poco credibile, ma il vento era arrivato debole ma dalla direzione giusta? …una coincidenza, un caso, o qualcosa di più profondo, non so, ma è buffo pensare a questi strani incontri in pieno oceano, o quasi scontri direi, abbiamo dovuto modificare la rotta per evitare il peschereccio, dopo dieci giorni e più di 1500 miglia senza vedere neanche una nave all’orizzonte.
Il vento la notte si stabilizza sui 8/9 nodi, debole, ma sufficiente per far spegnere definitivamente il motore e lasciare, nel silenzio più totale, Adriatica a fendere la cortina di stelle che si posava sin
sull’orizzonte.
Alle sei di mattina il vento era giù salito a 16/17 nodi, leviamo lo yankee e rimaniamo a randa piena e trinchetta, la velocità è salita a 8 nodi.

Nel pomeriggio il vento gira qualche grado a sud e si stabilizza per E/SE, aumenta sino a 22 nodi, si da una mano di terzaroli alla randa, si poggia e il vento al traverso ci permette di aprire anche lo yankee, ora la barca fila a nove nodi con una rotta di 10 gradi, si risale verso nord finalmente, ecco il vero aliseo!

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