Brindando all’Equatore

Arrivederci grande sud.
Non era la prima volta che attraversavo in barca l’equatore, anzi in passato mi era già successo sei volte, tutte in oceano indiano salendo e scendendo in mezzo ai bellissimi atolli maldiviani, ma ieri sentivo che era qualcosa di più significativo per me, quel semplice gesto di attraversare una linea immaginaria aveva un gusto diverso questa volta.
Che siano state le tartine con formaggio di capra e fette di salame di tonno tutto annegato da un buon vino rosso a dare questo gusto diverso? In effetti ieri sera i festeggiamenti sono cominciati un po’ in anticipo, circa dieci miglia prima, ma era un così bel tramonto, con un vento caldo e soave che non abbiamo resistito a prepararci un bel aperitivo, culminato poi con l’immancabile rituale della bottiglia di champagne stappata in onore dell’equatore che ci stavamo ormai lasciando alle spalle.

A parte gli scherzi, questo lungo viaggio intorno al sud america mi ha lasciato tanti bei ricordi e tante emozioni che ora, questa linea immaginaria chiamata equatore, assume un senso particolare, forse perché segna la fine di quel emisfero custode di posti magnifici dove il tempo sembra essersi fermato, i canali cileni, con migliaia di isole ancora inesplorate, la terra del fuoco con la sua cordigliera imponente dalla quale scendono sino al mare ghiacciai millenari, o la Patagonia infinita e deserta, come dimenticare il grande sud.
Ma ora tutto questo e già passato, bisogna pensare a rientrare a casa e leggere nord sul gps è come un ventata di aria fresca, una carica di energia e di stimoli fondamentale dopo aver già percorso 3400 miglia, gli umori tornano allegri, ci si sente già più vicini alla meta.

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