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Puerto Aguirre e Puerto Chacabuco

domenica 18 febbraio 2007

Partiamo presto, sono le 06.30 quando il motore si accende. Dopo circa quattro ore arriviamo al Monumento Natural “Los Cinco Hermanos”, un gruppo di isolotti di piccole-medie dimensioni ricoperti di foresta rigogliosissima, posti all’altezza della prima ansa del Fiordo Ais n.

Con il binocolo scorgiamo una spiaggia lunga almeno un paio di chilometri e larga una ventina di metri in cui, probabilmente, gli elefanti marini (Mirounga leonina) sono stati con i loro piccoli fino a quindici giorni fa. Speravamo in un colpo di fortuna, ci auguravamo che qualche individuo si fosse attardato un po’ di più, ma di loro non cè traccia, tutti partiti. Sulla carta dovremmo comunque avere l’opportunità di vedere pinguini di Magellano, leoni marini e cormorani? Ma sembrano
tutti latitanti? Solo qualche sparuto gruppo di cormorani imperiali, che s’invola al nostro passaggio.

Anche se il tempo minaccia pioggia decidiamo di andare in esplorazione con il tenderino. I prof scendono in una spiaggietta con la speranza di penetrare un po’ nella foresta, mentre noi, insieme a Marco, pattugliamo gli isolotti alla ricerca di qualche animale. In una caletta riparata Andrea avvista due leoni marini (Otaria flavescens). Sono due femmine una piccola e l’altra di taglia media, un metro e mezzo circa.
Ci studiano da lontano, convinciamo Marco a spegnere il motore e stiamo in silenzio, binocoli e macchine fotografiche pronte. Se ne stanno ad una quindicina di metri dal gommone e noi le avviciniamo piano con i remi. Circa venti minuti dopo zoom e binocoli non servono più, le ragazze hanno preso confidenza e danzano attorno al tender.
Sono a 5 metri, 3 metri. E’ 2 metri, sono a poppa, nuotano sotto di noi, ci mostrano il ventre, saltano fuori dall’acqua, ci schizzano, poi controllano le nostre espressioni, si coordinano e ricominciano a volteggiare e a prodursi in eleganti piroette, senza pi timore alcuno. Che danza, che spettacolo. Hanno voglia di giocare e lo fanno con noi. Marco ed Andrea riescono a registrare tre buoni video, Emilio scatta foto in continuazione, mentre Alessandro ed io, nonostante l’emozione, teniamo la posizione con i remi, stando attenti alle rocce ed alle alghe. Ancora una volta stupiti, ancora una volta increduli della nostra costante fortuna nell’osservare animali, torniamo verso Adriatica, convinti sempre più che di questo viaggio non ci dimenticheremo.