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	<title>HMS Beagle: diario di bordo &#187; Darwin</title>
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	<description>Diario di un'esperienza indimenticabile sulla rotta del brigantino "HMS Beagle" che ospitò Charles Darwin nel corso della sua rivoluzionaria spedizione scientifica.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 23 Nov 2007 16:33:41 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Adriatica salpa di nuovo</title>
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		<pubDate>Sun, 06 May 2007 16:24:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Adriatica]]></category>
		<category><![CDATA[Argentina]]></category>
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		<description><![CDATA[Finalmente in mare, ieri pomeriggio, dopo molti tentativi, abbiamo convinto l&#8217;autorità portuale ad aprire il porto e così abbiamo mollato le cime alle quattro in punto, un pò di motore per uscire dal porto e poi tutto su per far correre Adriatica.
Ed eccoci con le prime ventiquattro ore alle spalle, il tempo ci ha riservato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente in mare, ieri pomeriggio, dopo molti tentativi, abbiamo convinto l&#8217;autorità portuale ad aprire il porto e così abbiamo mollato le cime alle quattro in punto, un pò di motore per uscire dal porto e poi tutto su per far correre Adriatica.</p>
<p>Ed eccoci con le prime ventiquattro ore alle spalle, il tempo ci ha riservato un bel rodaggio, vento da 25 nodi a raffiche di 32 da sud est, bolina stretta e via a 7 nodi, ma la vera compagna di queste prime ore e stata la pioggia che non ci ha abbandonata mai durante tutta la notte, per fortuna ora non c&#8217;è sole ma almeno ha smesso di piovere e ci si asciuga le ossa mentre la barca fila a nove nodi con un vento di 15 al lasco, spinta dal genoa, trinchetta e randa con una mano, non si sa mai, i nuvoloni che coprono il celo ci costringono ad essere prudenti.</p>
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		<title>All&#8217;ancora nel Golfo di Castro, capitale di Chiloé</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Feb 2007 19:00:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Adriatica]]></category>
		<category><![CDATA[Chiloé]]></category>
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		<description><![CDATA[Siamo ancorati nella rada di Castro, un cittadina di 30.000 abitanti, sulla costa est di Chiloé. E&#8217; la capitale dell&#8217;isola, ma ben piccola.
Anche se molto caratteristica, con le case di legno su palafitta che due volte al giorno hanno i piloni immersi nell&#8217;alta marea. La temperatura dell&#8217;acqua é di 13 gradi. Questo non ha però [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo ancorati nella rada di Castro, un cittadina di 30.000 abitanti, sulla costa est di Chiloé. E&#8217; la capitale dell&#8217;isola, ma ben piccola.</p>
<p>Anche se molto caratteristica, con le case di legno su palafitta che due volte al giorno hanno i piloni immersi nell&#8217;alta marea. La temperatura dell&#8217;acqua é di 13 gradi. Questo non ha però impedito a Damiano di tuffarsi due volte. La prima per andare a ingrassare l&#8217;elica della barca, ben bardato nella sua muta da 7 mm con bombole, GAV, pesi e pinne gialle. La seconda volta meno volontariamente, causa un errore di manovra del tender che é partito senza di lui. Un carpiato e successivo tuffo. Nulla di grave, ma tanto freddo.</p>
<p>Patrizio é con noi da ormai 5 giorni e insieme ai 2 professori e 4 alunni dell&#8217;università di Padova stiamo percorrendo l&#8217;isola in lungo e largo (in 10 in un pulmino da otto) alla ricerca di animali interidali (&#8230;o qualcosa di simile), conchiglie, pesci abissali o quasi e varie specie marine e terrestri dalla forma e dalla storia genetica strana. Ci accompagnano amici ciloti che ci raccontano delle tradizioni, della storia e della cultura di questa splendida zona del Sud America.</p>
<p>Scopriamo panorami fantastici. Spiagge lunghissime aperte all&#8217;onda oceanica che accolgono colonie di pinguini e leoni marini. L&#8217;altro giorno, camminavamo sulla battigia di una spiaggia del nord, scoperta dalla marea, alla ricerca di specie a noi sconosciute di bivalvi e altre conchiglie, quando accanto a noi, a pochi metri, é apparso un leone marino che ci ha accompagnato incuriosito. Si muoveva parallelamente a noi, lungo la costa, sbirciando incuriosito il nostro lavoro.</p>
<p>Le &#8220;gite&#8221; si sono susseguite all&#8217;infernale ritmo imposto da Patrizio: sveglia alle 6, almeno 4 luoghi al giorno da visitare e rientro non prima che faccia buio. Estenuante, ma necessario. Sia per le riprese di Velisti per Caso che per il lavoro di ricerca degli universitari.</p>
<p>E&#8217; così che abbiamo parlato con pescatori, artigiani, commercianti alla scoperta di tradizioni antiche. Il direttore del museo del piccolo borgo di Dalcahue ci ha raccontato la storia dell&#8217;isola e alcuni miti, che qui resistono solidi nella mente dei padri, ma che rischiano di perdersi nella memoria dei figli, costretti ad allontanarsi sempre più dalla tradizione famigliare e dai lavori tradizionali da una occidentalizzazione e una globalizzazione dei costumi e delle abitudini.</p>
<p>Storie indie si fondono a tradizioni europee importate nei secoli scorsi. Così la leggenda dell&#8217;Olandese Volante diventa il mito del veliero Caleuche. La storia delle sirene di Ulisse si trasforma nella favola di una regina del mare, metà donna e metà pesce, che semina la fecondità tra le onde affinché i pesci possano riprodursi numerosi. Cai Cai Vilù e Tai Tai Vilù, i due serpenti di mare e di terra, lottano per la supremazia nella costruzione del mondo e finché Tai Tai Vilù vincerà, Chiloé, la terra, esisterà più alta dei flutti dell&#8217;oceano. E così via, tra credenze ancestrali, stregoni, miti nuovi o rivisitati e vita al contatto con la natura. Selvaggia, dura, ma già troppo antropizzata.</p>
<p>3 sere fa, al nostro arrivo da Ancud, altra cittadina dell&#8217;isola, ci ha accolto la festa del paese. Castro festeggiava i 440 anni di esistenza con musica e fuochi d&#8217;artificio. Così vicini alla barca che le esplosioni erano praticamente sopra l&#8217;albero di Adriatica.</p>
<p>Il mio equipaggio alterna i lavori di preparazione al viaggio a momenti di riposo, indispensabili prima del lungo periodo di navigazioni australi. I ragazzi dell&#8217;università si accomodano a bordo iniziando a conoscere la vita di una barca, i suoi ritmi, le sue particolari modalità: risparmio energetico, risparmio dell&#8217;acqua, trattamento dei rifiuti organici, spazi ristretti. Già iniziano a esaminare campioni con il loro microscopio e la formalina diffonde il tipico odore di laboratorio tra le cabine. Alcuni campioni verranno stoccati in barca e riportati in Europa alla fine della navigazione.</p>
<p>Marco, Ric e Damiano si occupano di riparare il supporto del Radar mentre Mauro, in nuovo operatore, fa pratica con un mondo a lui sconosciuto dove dovrà realizzare le immagini che relazioneranno il nostro viaggio. Che vantaggio rispetto a Darwin. Lui aveva un disegnatore che lo seguiva ovunque e lui stesso disegnava ciò che vedeva di interessante.</p>
<p>Così gli ci vollero più di 20 anni per diffondere al pubblico le immagini di ciò che aveva visto. A noi basteranno alcuni mesi.</p>
<p>Domattina partiamo per Melinka, altro villaggio su un&#8217;isola più a sud.</p>
<p>Patrizio ci lascerà per qualche giorno, diretto in <a href="http://www.tour2000.it/viaggi-Peru.htm">Perù</a>, dove lo aspetta Fabio Tonelli, amico già frequentato alle <a href="http://www.tour2000.it/vacanze-Galapagos.htm">Galapagos</a>, per una spedizione all&#8217;interno del paese. Ci ritroveremo a P.to Natales il 2 marzo, con tante cose da raccontarci.</p>
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		<title>&#8220;Fault 103&#8243;</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jan 2007 16:27:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Adriatica]]></category>
		<category><![CDATA[Beagle]]></category>
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		<description><![CDATA[La sosta a Antofagasta é stata breve. Anzi brevissima.
Di fronte a noi 700 miglia di oceano lungo la costa pressoché desertica del nord del Cile. Taltàl, Copiapò, La Serena, Coquimbo e infine Valparaiso.
Tutti luoghi dove il Beagle navigò ispezionando la costa mentre Darwin percorreva a cavallo l&#8217;interno, scortato da una guida cilena e scoprendo, a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La sosta a Antofagasta é stata breve. Anzi brevissima.</p>
<p>Di fronte a noi 700 miglia di oceano lungo la costa pressoché desertica del nord del <a href="http://www.tour2000.it/viaggi-Cile.htm">Cile</a>. Taltàl, Copiapò, La Serena, Coquimbo e infine <a href="http://www.hmsbeagle.it/2007/01/31/ripartiti-da-valparaiso/">Valparaiso</a>.</p>
<p>Tutti luoghi dove il Beagle navigò ispezionando la costa mentre Darwin percorreva a cavallo l&#8217;interno, scortato da una guida cilena e scoprendo, a dorso di mulo, i segreti della zona desertica più grande d&#8217;America. Per darvi un&#8217;idea, questa zona rappresenta un terzo della lunghezza del <a href="http://www.tour2000.it/viaggi-Cile.htm">Cile</a>. E il <a href="http://www.tour2000.it/viaggi-Cile.htm">Cile</a>, difficile a credersi, é lungo come l&#8217;Europa da nord a Sud. Se sovrapponete la carta di questa nazione a quella dell&#8217;Europa, con la stessa scala, naturalmente, scoprirete che Arica, la punta più a nord, sarà all&#8217;altezza del nord della Norvegia, mentre Capo Horn, l&#8217;estremo sud, si sovrapporrà ad Agrigento. Quindi la zona desertica corrisponde alla lunghezza dell&#8217;intera Italia, dai laghi a Capo Passero, Ragusa.</p>
<p>Questo vi da anche l&#8217;idea della lunga rotta che aspetta Adriatica.</p>
<p>Arriveremo a <a href="http://www.hmsbeagle.it/2007/01/31/ripartiti-da-valparaiso/">Valparaiso</a> tra 5 giorni, se va bene. 700 miglia di mare alle spalle é come se da Genova partissimo per Bari, passando per lo stretto di Messina&#8230; Oppure, per chi é più affine alle auto che alle barche, da Roma a Berlino. Lunghetta, eh? E ce ne resta più del doppio per Capo Horn.</p>
<p>La costa é secca, e risplende delle tonalità del bianco, del giallo, dell&#8217;ocra. Alcuni grigi e marroni. Non un solo albero per centinaia di chilometri. Un paese ogni tanto. Una sola strada che fiancheggia la costa.<br />
Ci allontaniamo a una 30ina di miglia dalla costa per non rischiare i bassofondi. Ma già a così poca distanza l&#8217;oceano raggiunge i 7.000 metri di profondità, in una spaccatura che si prolunga da nord a sud per 3000 chilometri. Considerando che le montagne quasi a picco sul mare raggiungono i 4.000 metri, é una bella escursione!</p>
<p>L&#8217;onda dell&#8217;oceano si alza lentamente, ma con continuità. Il bollettino che riceviamo con il Navtex ci preannuncia 30 nodi da SW. Ci prepariamo ad un&#8217;altra lunga bolina. E&#8217; il nostro destino. Cinture di sicurezza, cerate, controllo delle procedure, ceck dei sistemi. Abbiamo un problema con l&#8217;elettronica e il pilota non funziona. Smanetto un po&#8217; ma nulla da fare. Non ne vuole sapere. &#8220;Fault 103&#8243;. Prendo il manuale. Con Ricardo proviamo a testare il cablaggio, verifichiamo la tensione e scopriamo che sebbene il voltaggio sia esatto, la resistenza é bassa: 41 Ohm invece che 50 Hom. C&#8217;é un problema sulla linea, o uno degli strumenti montati in parallelo che non funziona bene, o forse una dispersione sul cavo di collegamento&#8230; O forse Dio solo sa che cosa. Sono stufo di tenere la testa infilata nel buco dove é montata l&#8217;elettronica. Inizio ad avere mal di testa.</p>
<p>OK, saranno 5 giorni di timone.</p>
<p>Chiamo tutti alla plancia, divido i turni di guardia in 5 di un&#8217;ora e mezza, perché di più non ce la fai a timonare le 50 tonnellate di Adriatica. A coppie, Emanuel e Marco, Ferdy e Ric, io da solo. Siamo in 5 perché Gianni é ormai partito. Il secondo della coppia, che non é al timone, sta in stand-by se il timoniere avesse bisogno. Infatti non può mollare la ruota per fare le manovre e qualcun altro lo deve aiutare. In caso di problemi: tutti fuori!.</p>
<p>E via così, inizia la danza con la barca che si arrampica sul pendio sempre più ripido perdendo velocità per poi riacquistarla parzialmente in discesa.</p>
<p>E&#8217; un esercizio fisico. Altro che palestra. Un movimento delle braccia ogni<br />
3 secondi per un ora e mezza fà 1.800 movimenti; per 24 turni di guardia a testa fà 43.200 movimenti dei bicipiti e delle spalle. Fà dei bei muscoli!</p>
<p>Ma fà anche un bel dolore cervicale, così piantati davanti al timone, in equiibrio instabile, con la testa in su fissa alle vele&#8230; Ma perché ci piacerà così tanto? Un ché di masochismo, nell&#8217;essere marinai&#8230;<br />
6 nodi. E&#8217; il massimo che riusciamo a fare. Bolina stretta aiutati dal motore.</p>
<p>A <a href="http://www.hmsbeagle.it/2007/01/31/ripartiti-da-valparaiso/">Valparaiso</a> ci aspetta il nostro sponsor ENEL, con il quale abbiamo concordato un appuntamento per il 16. Un ricevimento e un cocktail con ospiti di prestigio che verranno a visitare Adriatica e le sue nuove installazioni tecniche per il risparmio energetico.</p>
<p>In realtà loro vorrebbero che noi arrivassimo il 13 sera, perché il 14 mattina ci sarebbero alcuni giornalisti interessati alla cosa, ma come fare! Anche forzando, anche se il vento girasse di poppa (cosa sconosciuta, qui), anche se la corrente calasse, anche se forzassi il motore al massimo&#8230; forse potrei arrivare il 14 in giornata. Troppo tardi. Un vero peccato, perché é importante divulgare il nostro progetto attraverso la stampa.</p>
<p>Comunque, non si sa mai. Ci mettiamo d&#8217;impegno e chissà che non accada un miracolo nautico.<br />
Vi lascio. E&#8217; il mio turno di guardia.</p>
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		<title>Questione somatica</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Dec 2006 09:53:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prima della partenza Darwin si recò a Cambridge per ricevere consigli sul viaggio e raccogliere informazioni sul Capitano FitzRoy. Le notizie su questi erano positive, sebbene in una lettera FitzRoy aveva calcato un po&#8217; la mano sulle difficoltà, avversità e pericoli per scoraggiare Darwin dal partecipare al viaggio. La ragione era dovuta all&#8217;opinione negativa sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prima della partenza Darwin si recò a Cambridge per ricevere consigli sul viaggio e raccogliere informazioni sul Capitano FitzRoy. Le notizie su questi erano positive, sebbene in una lettera FitzRoy aveva calcato un po&#8217; la mano sulle difficoltà, avversità e pericoli per scoraggiare Darwin dal partecipare al viaggio. La ragione era dovuta all&#8217;opinione negativa sul naturalista del giovane comandante ricavata dall&#8217;analisi del volto. FitzRoy era adepto della frenologia, scienza dello studio del carattere attraverso i tratti somatici. Inoltre FitzRoy era un Tory mentre Darwin un Whig: anche la politica li opponeva.<br />
Il 5 settembre 1831 si incontrarono per la prima volta. Darwin ne rimase<br />
affascinato: alto, snello, avvenente e poco più vecchio di lui. Si mostrò aperto e gentile. Giustificò la lettera negativa sul viaggio dicendo che secondo lui bisognava analizzare il viaggio sotto tutti i punti di vista, anche il peggiore. Comunque FitzRoy gli disse che pensava che il viaggio sarebbe stato, per il giovane Charles, più un piacere che una fatica.<br />
Parlarono delle piccole dimensioni della barca e il comandante si offrì di condividere tutto ciò che aveva a disposizione nella sua cabina, ed era ben equipaggiato, con lui.<br />
Darwin tornò a casa pensando che le cose erano davvero promettenti.<br />
FitzRoy ricambiava i sentimenti di Darwin. In una lettera ufficiale disse a un suo superiore di avere apprezzato il modo in cui si era presentato e la qualità della conversazione. Quindi propose che <... si avanzi la richiesta affinché sia lui ad accompagnarmi...>.<br />
Si organizzò, quindi, per accoglierlo e sistemarlo confortevolmente a bordo.<br />
Trovò il modo di fargli stivare tutto il materiale scientifico, e non era poco, e gli organizzò uno spazio per lavorare.<br />
Il viaggio iniziò quindi nella miglior condizione. Il rapporto tra i due fu amichevole, cordiale, affabile perfino per un lungo periodo.<br />
Fu solo il carattere difficile di FitzRoy e la differenza incolmabile di vedute sull&#8217;origine del mondo (FitzRoy credeva fermamente nella Genesi biblica, mentre Darwin già eleborava una teoria naturale sulla nascita della vita e quindi dell&#8217;uomo) a renderli dapprima avversari e poi ostili, tanto che alla discussione della sua Teoria dell&#8217;Evoluzione, molti anni dopo, a Oxford, FitzRoy, diventato viceammiraglio, ma ancora radicato nelle sue antiquate credenze Protestanti, si levò con una Bibbia in mano gridando che &#8220;&#8230;quella era l&#8217;unica fonte di Verità e Darwin era stato avvertito del pericolo che stava correndo e dell&#8217;eresia di cui era proclamatore. Ma a nulla era servito!&#8230;&#8221;<br />
Cinque anni dopo FitzRoy moriva suicida&#8230;</p>
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		<title>7 Settimane a Callao</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Dec 2006 11:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Perù]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Beagle circumnavigò l&#8217;America del sud in senso orario, avendo a disposizione diversi anni per effettuare le proprie rilevazioni topografiche. Adriatica invece segue il senso inverso alle lancette dell&#8217;orologio, per fruttare le correnti e i venti favorevoli della zona dei Canali Cileni, dove maree fino a 8 metri creano correnti fino a 6 nodi da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Beagle circumnavigò l&#8217;America del sud in senso orario, avendo a disposizione diversi anni per effettuare le proprie rilevazioni topografiche. Adriatica invece segue il senso inverso alle lancette dell&#8217;orologio, per fruttare le <a href="http://www.hmsbeagle.it/2006/12/28/langolo-del-marinaio-2/">correnti</a> e i venti favorevoli della zona dei Canali Cileni, dove maree fino a 8 metri creano <a href="http://www.hmsbeagle.it/2006/12/28/langolo-del-marinaio-2/">correnti</a> fino a 6 nodi da Ovest e da Nord, cioé nel senso di navigazione di Adriatica.</p>
<p>Lasciando il <a href="http://www.tour2000.it/viaggi-Cile.htm">Cile</a>, Darwin e FitzRoy toccarono terra solo a Callao, il porto di Lima, in <a href="http://www.tour2000.it/viaggi-Peru.htm">Perù</a>. Fu una sosta tecnica, ma piuttosto lunga: 7 settimane.</p>
<p>Troppo per Darwin. Le ragioni furono diverse. Sullivan, uno degli ufficiali del Beagle, stava ancora ispezionando le coste settentrionali del <a href="http://www.tour2000.it/viaggi-Cile.htm">Cile</a> con un&#8217;altra piccola goletta in affitto. Il Beagle aveva bisogno di una seria preparazione prima di intraprendere la traversata di ritorno attraverso il Pacifico e FitzRoy, voleva consultare alcune vecchie mappe custodite a Lima. Il disappunto di Darwin era dovuto sia al ritardo, non vedeva l&#8217;ora di tornare a casa, che alla pericolosità di effettuare esplorazioni a terra a causa di alcune rivolte scoppiate con dei ribelli locali. Tutto quello che potè fare fu trascorre 4 splendide giornate a terra, &#8220;&#8230;parlando con persone intelligenti in un posto nuovo e straniero&#8230;&#8221;</p>
<p>Un&#8217;altra attrazione erano le donne elegantissime, vestite di abiti neri aderenti e di veli di seta nera, portati in modo da lasciare scoperto uno solo degli occhi. Ma quell&#8217;unico occhio era così nero e brillante da produrre un effetto molto potente&#8230;</p>
<p>Comunque il suo desiderio era di partire al più presto per le <a href="http://www.tour2000.it/vacanze-Galapagos.htm">Galapagos</a>, anche per potere vedere da vicino un vulcano!</p>
<p>Vi giunsero finalmente il 17 settembre 1835.</p>
<p>Filippo Mennuni, Comandante di Adriatica &#8211; <a href="http://www.velistipercaso.it/" rel="nofollow">www.velistipercaso.it</a></p>
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		<title>Caffé &amp; Crackers</title>
		<link>http://www.hmsbeagle.it/2006/12/26/un-nuovo-giorno/</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Dec 2006 22:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Perù]]></category>

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		<description><![CDATA[Cabo Blanco é l&#8217;estremità più occidentale del continente Sud Americano. Ci avviciniamo lentamente alla costa del Perù, che costeggeremo per oltre 1.000 miglia prima di entrare in acque cilene. Non ci avvicineremo mai troppo alla costa, anche per evitare i pericoli rappresentati da alcuni basso fondi e da una decina di isolotti su cui l&#8217;oceano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cabo Blanco é l&#8217;estremità più occidentale del continente Sud Americano. Ci avviciniamo lentamente alla costa del <a href="http://www.tour2000.it/viaggi-Peru.htm">Perù</a>, che costeggeremo per oltre 1.000 miglia prima di entrare in acque cilene. Non ci avvicineremo mai troppo alla costa, anche per evitare i pericoli rappresentati da alcuni basso fondi e da una decina di isolotti su cui l&#8217;oceano frange con tutta la sua potenza e dove la corrente ci trascinerebbe se ci avvicinasimo troppo. Anche dai principali porti peruviani conviene stare al largo. E&#8217; già un paio di settimane che riceviamo allerte dal Centro Anti Pirateria di Kuala Lumpur, in Indonesia. Questo ufficio coordina tutte le attività anti pirateria al mondo e ha segnalato già 4 attacchi a navi e barche nella zona di Callao (Lima). Due erano imbarcazioni da diporto all&#8217;ancora in rada. Inoltre non é ancora stata trovata la barca a vela americana che dal <a href="http://www.tour2000.it/viaggi-Peru.htm">Perù</a> risaliva verso il nord e che non ha dato più notizie di se da ormai 30 giorni. Naufragio? Attacco di malviventi? Nessuno lo sa. Quindi navighiamo a prudente distanza dalla costa, in modo da essere fuori portata dalla vista e dall&#8217;autonomia dei motoscafi di questi malfattori.</p>
<p>La navigazione prosegue tranquilla, sebbene di bolina e contro vento. Siamo in leggero ritardo sulla tabella di marcia, ma conto di recuperare nonappena il mare si calmi un po&#8217; e Adriatica riesca ad avanzare più stretta al vento. Ora, per quanti sforzi facciamo, l&#8217;angolo migliore non é inferiore a 60°. Il cielo durante il giorno si aère e l&#8217;azzurro terso risalta tra le nuvolette a batuffolo dell&#8217;aliseo. La notte, a causa della condensazione dell&#8217;umidità dovuta alla differenza di temperatura tra l&#8217;aria, calda e asciutta e il mare, umido e freddo per la corrente di Humboldt che trasporta a queste latitudini le fredde acque dell&#8217;antartico, si forma una cappa di cumuli che mano a mano oscura lo spendido cielo della notte equatoriale.</p>
<p>&#8220;Sono le 23 della sera. Orione sale lentamente verso l&#8217;azimut. Cassiopea indica involontariamente la direzione del Nord, giacché la Polare é già invisibile. Iniziando da Est la foschia inizia a attenuare la nitidezza delle costellazioni che accompagnano il primo turno di guardia, quello che dalle 21 porta a mezzanotte. Già i nuovi montanti si organizzano per il secondo turno:</p>
<p>&#8220;Fa freddo ragazzi? com&#8217;é? la fuori&#8221;<br />
&#8220;Tutto OK, comincia a coprirsi, serve la cerata per l&#8217;umidità. La temperatura, ancora va!&#8221;</p>
<p>Mezzanotte. Cambio turno. Caffé. Crackers. Il cielo si comincia a scurire a macchie. Si percepisce la presenza della nube dalla macchia senza stelle che intravedi a levante. Due, tre, cinque, dieci macchie&#8230; La notte senza luna avanza e lo splendore del cielo si smorza. Ora é coperto completamente. Il buio &#8220;é&#8221; buio&#8230; La sensazione di solitudine si accresce in questo momento della notte. Per fortuna sono le 3, é ora del cambio.</p>
<p>&#8220;Vai a dare una mossa ai montanti!&#8221;<br />
&#8220;Sì, vado, e gli faccio anche un caffé, che ne avranno bisogno&#8221;.</p>
<p>La nuova coppia sale stropicciandosi gli occhi nell&#8217;oscurità totale. Ogni tanto qualche spruzzo di un&#8217;onda che si schianta sulla prora giunge fino in pozzetto, e completa la sveglia dei nuovi venuti. Il sapore amaro del caffé in bocca. Nessuna voglia di parlare, ma tanta di dormire&#8230; La cuccetta era ben calda!&#8230; Ora fuori comincia a far fresco. Cerata, cappello di lana, scarpe.</p>
<p>&#8220;Caspita, ma non siamo all&#8217;equatore? Io non pensavo.. Chissà cosa dev&#8217;essere in <a href="http://www.tour2000.it/viaggi-Cile.htm">Cile</a>, nei canali. Là si che beccheremo del gran freddo!&#8221;<br />
&#8220;Si, fortuna che Fil ha montato il Webasto, il riscaldamento ad aria, sennò&#8230;!&#8221;</p>
<p>In mare non é come a terra. Umido e vento abbassano notevolmente la temperatura dell&#8217;ambiente e per questo dove, alla stessa latitudine, ci sono foreste tropicali e deserti, in mare si può tremare di freddo. Sono le 5 passate ormai. I ragazzi del turno faticano a tenere gli occhi aperti. Lo sguardo che fino a poco prima controllava velocità e direzione<br />
del vento, ora insiste ripetutamente sull&#8217;orologio:</p>
<p>&#8220;Maledizione, l&#8217;ultimo turno della notte é il peggiore, e l&#8217;ultima ora di questo turno non passa mai!&#8221;<br />
&#8220;Hai ragione&#8230; Vado a scrivere il libro di bordo, sennò mi addormento. Non staccare la cintura di sicurezza, che sei solo, al timone&#8230;&#8221;<br />
&#8220;Si, certo. Mica voglio finire in mare a 400 miglia dalla costa più vicina, di notte e con tutti a bordo che dormono!&#8230; Dai una mossa ai montanti&#8230; Che guadagnamo 5 minuti, dai!..&#8221;</p>
<p>Già si percepisce un cambiamento nel buio. Il bordo delle nuvole più a levante si intravede più chiaro. Un nulla, ma già si vede. L&#8217;aurora si prepara. Il sole uscirà tra più di un&#8217;ora, ma qualcosa sta cambiando. E l&#8217;aria comincia a perdere una parte della sua umidità, una buona parte della quale si é depositata sulla barca, sulle vele e sull&#8217;attrezzatura, gocciolanti, nell&#8217;attesa del caldo mattino che le asciugherà. Il nuovo turno é in coperta. E&#8217; il turno privilegiato, perché ha dormito da mezzanotte alle 6 ed é quello che si riposa di più, siccomne il sonno di queste ore rispetta l&#8217;orologio biologico del nostro corpo. E&#8217; per questo che i due del mattino si occupano di rassettare la barca dopo la notte. Sfruttando l&#8217;umidità depositata dalla notte, con una spugna, ripassano la coperta per toglierle il sale degli spruzzi notturni. Alcuni pesci volanti, ciechi nella notte scura, si sono involontariamente suicidati contro Adriatica. Ora ne raccogliamo le carcasse e le gettiamo in mare, dopo averne ammirato l&#8217;apertura delle pinne, vere e proprie ali.</p>
<p>&#8220;Tò, stanotte anche un calamaro ha deciso di farla finita&#8230; Meno male che é uno di quelli piccoli. Ti immagini se fosse un calamaro gigante che si innamora del rosso scafo della nostra barca!&#8221;<br />
&#8220;Non voglio nemmeno pensarci. Per fortuna che Adriatica é di acciaio, sennò in una collisione contro uno di questi mostri marini o contro una balena ci lasceremmo lo scafo&#8230;&#8221;<br />
&#8220;Dì, invece di pensare ai mostri marini, guarda che colori stamattina!&#8221;</p>
<p>Le nuvole che iniziano a diradarsi, come una folla di gente dopo uno spettacolo di piazza, a gruppi, oppure solitarie, restando ancora qualche capannello qua e là, lasciano spazio ai primi raggi del sole, fulgidi, dritti, allegri. Un nuovo giorno inizia su Adriatica.</p>
<p>Un nuovo giorno inizia qui sul Pacifico orientale, 85° di longitudine Ovest.</p>
<p>Filippo Mennuni, Comandante di Adriatica &#8211; <a href="http://www.velistipercaso.it/" rel="nofollow">www.velistipercaso.it</a></p>
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		<title>Le isole di San Cristobal e Isabela</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Dec 2006 17:11:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Beagle]]></category>
		<category><![CDATA[Darwin]]></category>
		<category><![CDATA[Galapagos]]></category>
		<category><![CDATA[Sulla rotta del Beagle]]></category>

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		<description><![CDATA[Darwin alle Galapagos ci si fermò prima di proseguire il lungo viaggio di ritorno verso l&#8217;Inghilterra. Già da tempo alcuni pensieri &#8220;inaccettabili&#8221; per la mentalità del tempo che giustificava la genesi della terra secondo la stretta interpretazione biblica stavano affollando la mente del giovane naturalista. Un terremoto avvenuto nel Cile meridionale aveva sollevato la costa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Darwin alle <a href="http://www.tour2000.it/vacanze-Galapagos.htm">Galapagos</a> ci si fermò prima di proseguire il lungo viaggio di ritorno verso l&#8217;Inghilterra. Già da tempo alcuni pensieri &#8220;inaccettabili&#8221; per la mentalità del tempo che giustificava la genesi della terra secondo la stretta interpretazione biblica stavano affollando la mente del giovane naturalista. Un terremoto avvenuto nel <a href="http://www.tour2000.it/viaggi-Cile.htm">Cile</a> meridionale aveva sollevato la costa di circa 2 metri e questo giustificava pienamente l&#8217;esistenza di conchiglie e fossili marini in alta quota, sulle Ande: e se la terra galleggiasse su un enorme lago di lava fusa e incandescente che ogni tanto riesce a bucare la superficie? E come erano arrivati, si erano generati animali e piante simili in continenti diversi? E l&#8217;uomo stesso? Inutile convincere FitzRoy, radicato nella sua cultura religiosa. Fu difficile convincere il mondo 20 anni dopo!<br />
Dal 16 settembre al 20 ottobre 1835 i nostri protagonisti sostarono alle <a href="http://www.tour2000.it/vacanze-Galapagos.htm">Galapagos</a> (che significa Tartarughe Giganti), un gruppo di isole assai frequentate dove ogni anno sostavano dalle 60 alle 80 baleniere americane per procurarsi acqua dolce e carne di tartaruga. Stoccate nella stiva riescono a sopravvivere molti mesi senza cibo ne acqua.</p>
<p>Mentre l&#8217;equipaggio del Beagle si dedicava alla solita opera di cartografia, al riposo e alla pesca, il giovane Charles elaborò nella sua mente l&#8217;abbozzo di una teoria nuova sull&#8217;origine della vita sul nostro pianeta e il suo svilupparsi. Riordinando la sua raccolta di animali e piante si accorse che la maggior parte delle specie erano uniche, pur assomigliando a quelle del Sud America. Inoltre le stesse specie differivano da un&#8217;isola all&#8217;altra sebbene lontane di poche miglia. La specie che maggiormente lo stupì era quella dei fringuelli, che avevano un becco diverso a seconda del cibo differente che potevano trovare sulle diverse isole. La ragione gli apparve chiara da subito: attraverso le successive generazioni un processo di adattamento li aveva sviluppati adattandoli. L&#8217;isolamento aveva favorito questa evoluzione.<br />
Lo stesso accadde con le tartarughe, diverse tra le isole e le iguane, diventate marine da terrestri. La sua teoria era ormai questa: il mondo non poteva essere stato creato in un solo istante o in una settimana, ma era il frutto di una evoluzione continua di qualcosa di infinitamente primitivo.<br />
Le isole <a href="http://www.tour2000.it/vacanze-Galapagos.htm">Galapagos</a> dovevano essere assai recenti rispetto alla costa continentale Sud Americana. Gli uccelli erano stati i primi colonizzatori, poi le tartarughe nuotando e le iguane, arrivate su tronchi d&#8217;albero alla deriva. Gli uccelli avevano trasportato semi nei loro escrementi. Questi erano attecchiti e si erano poi sviluppati in modo autonomo dalla specie madre americana. Ecco come, probabilmente, anche i grossi bestioni di cui aveva trovato ossa fossili in Patagonia potevano essersi estinti: quando l&#8217;istmo di Panama si era chiuso specie più forti era giunte dal nord che ne avevano causato l&#8217;estinzione. E si spinse anche oltre, ipotizzando che anche l&#8217;uomo &#8211; scandalo! &#8211; avesse dovuto essere quanto mai primitivo e si era evoluto grazie all&#8217;adattabilità e all&#8217;aggressività.</p>
<p>Adriatica ha visitato 2 delle 4 isole dove discese Darwin. San Cristobal e Isabela. Poi é stata anche a Santa Cruz. Ha dato fondo sulla steassa sabbia che accolse l&#8217;ancora del Beagle. Il paesaggio é immutato, a parte la zona antropizzata. Per il resto l&#8217;immagine naturale é identica e preservata.</p>
<p>Scesi a terra, Ric, Ferdi, Marco, Emanuel, Gianni e io abbiamo ripercorso sentieri che sicuramente incrociano quelli su cui si mossde il naturalista inglese. I panorami sono identici: rocce vulcaniche, boschi apparentemente secchi o foreste rigogliose nel lato sopravvento delle isole che risaltano nel sole equatoriale. I colori sono vivi, sebbene più uniformi rispetto a quelli a cui siamo abituati in Mediteraneo.<br />
Abbiamo riscoperto piante come il pomodoro (che abbiamo assaggiato: é proprio uguale, nel sapore), originario delle Americhe e importato in Europa solo da pochi secoli, che qui cresce selvaggio come un&#8217;erba.</p>
<p>Navigando tra le isole abbiamo incontrato iguane che nuotavano a miglia da terra, razze che spiccano salti fenomenali al di fuori dell&#8217;acqua. Squali (ne abbiamo intravisto solo le pinne) e balene. Delfini a decine e decine che festeggiavano Adriatica dividendone allegramente la scia. Fregate, Gabbiani, cormirani delle <a href="http://www.tour2000.it/vacanze-Galapagos.htm">galapagos</a>, pellicani, pinguini&#8230;</p>
<p>Ci sentiamo dei privilegiati per essere qui. Le autorità ci hanno concesso libera navigazione in quasi tutte le aree. Normalmente i velieri che giungono alle <a href="http://www.tour2000.it/vacanze-Galapagos.htm">Galapagos</a> devono sostare senza muoversi in uno solo dei tre porti autorizzati e lasciare le acque entro 3 giorni. Al massimo possono prolungare fino a 15 se hanno dei problemi. Noi avevamo un permesso rinnovabile di 2 mesi. Peccato dover partire.<br />
Come FitzRoy ho degli impegni da rispettare. Lui doveva rientrare in Inghilterra e cartografare ancora parte del Pacifico e dell&#8217;Indiano. Io ho tanti appuntamenti lungo le coste Cilene, Argentine e Brasiliane per realizzare immagini da mostrarvi e racconti da scrivervi.<br />
Ciao a tutti.</p>
<p>Adriatica come il beagle.</p>
<p>Filippo Mennuni, Comandante di Adriatica &#8211; <a href="http://www.velistipercaso.it/" rel="nofollow">www.velistipercaso.it</a></p>
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		<title>Chiudo il gas, e vado via&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Dec 2006 20:41:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Adriatica]]></category>
		<category><![CDATA[Darwin]]></category>

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		<description><![CDATA[Carissimi,
alla fine&#8230; sto partendo.
Quando mettiamo in pista un&#8217;idea (io, Syusy, Orso, Sandro e tutti gli altri nostri numerosi amici e complici) poi non abbiamo idea (appunto) di quel che comporta, di quel che succederà. Adesso che sono davvero qui a fare la valigia, mi rendo conto.
Mi rendo conto dell&#8217;impresa terribile a cui vado incontro, mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimi,<br />
alla fine&#8230; sto partendo.</p>
<p>Quando mettiamo in pista un&#8217;idea (io, Syusy, Orso, Sandro e tutti gli altri nostri numerosi amici e complici) poi non abbiamo idea (appunto) di quel che comporta, di quel che succederà. Adesso che sono davvero qui a fare la valigia, mi rendo conto.<br />
Mi rendo conto dell&#8217;impresa terribile a cui vado incontro, mi rendo conto del casino che abbiamo mosso e che adesso, muovendosi a sua volta, rischia di travolgerci!<br />
Adesso mi rendo conto della responsabilità che ci siamo assunti: un viaggio lungo sei mesi, che coinvolge circa 130-140 persone, 7000 miglia di mare impossibile, 12 tappe che vanno dai 5.000 metri delle Ande ai fiordi del Canal Beagle.</p>
<p>Finora questo &#8220;Evoluti per Caso&#8221; sulle tracce di Darwin sembrava una splendida utopia, una provocazione, una idea appunto.</p>
<p>Adesso invece Adriatica sta davvero navigando da Panama verso le <a href="http://www.tour2000.it/vacanze-Galapagos.htm">Galapagos</a> (e tra parentesi ha il vento contro, una perturbazione che ci minaccia da nord e onde alte in faccia) ed è in ritardo.</p>
<p>Adesso davvero ci siamo.</p>
<p>Tra pochissimo io parto, con Andrea Sorricaro (detto Triglia, un veterano di Adriatica che ha fatto anche una traversata atlantica) in qualità di regista-operatore, e con Marco Schavina (detto Orso, credo che non abbia bisogno di presentazioni) in qualità di stratega turistico.<br />
Durante il viaggio aereo ci incontreremo col gruppo dell&#8217;Università di Roma Tor Vergata, coordinato dal Professor Gabriele Gentile, biologo-avventuroso, amante delle iguane.<br />
E poi ci raggiungeranno gli ingegneri dell&#8217;ENEL, per confrontarci sulla sopravvivenza umana, cioè sulle idee che, in tema di energia, potranno &#8220;salvare il mondo&#8221;, in prospettiva, dalle varie catastrofi ecologiche che incombono sull&#8217;umanità. Umanità che &#8211; me lo ha insegnato Darwin &#8211; è arrivata sulla terra per caso e, non per caso, potrebbe estinguersi, senza che la terra ne risentisse (anzi!).</p>
<p>Poi ci raggiungerà Flavio Tucci (detto Flavio Tucci) come secondo regista operatore (anche lui velista, ha documentato tutto il recente viaggio di Adriatica ai Caraibi), assieme a due grupponi universitari, provenienti da Bologna (Marco Passamonti) e da Siena (Francesco Frati).</p>
<p>Assieme a loro gireremo le isole, assieme a loro visiteremo i luoghi di Darwin, rincorreremo le iguane, vedremo le tartarughe giganti, cercheremo i famosi fringuelli che con i loro becchi hanno dato a Darwin lo spunto decisivo per formulare le sue teorie.<br />
Insomma: devo cominciare a fare mente locale su questa impresa, che dovrebbe servire a divulgare soprattutto il fascino della Scienza.</p>
<p>Mi sono messo in valigia gli <a href="http://www.hmsbeagle.it/2006/12/30/gli-appunti-dello-skipper/">appunti</a>, il Diario di Darwin, i libri di Guido Barbujani e di Telmo Pievani. Ho anche un riassunto dell&#8217;editoriale Scienza di Trieste, ho la mappa dell&#8217;editore Motta, ho anche un libro di Luca Novelli, un&#8217;altro edito da Codice di Eldredge, e penso anche di prendermi un numero di Tex per sentirmi un po&#8217; confortato.<br />
Dopo di noi, alle <a href="http://www.tour2000.it/vacanze-Galapagos.htm">Galapagos</a>, arriva anche un gruppo di&#8230; bambini. Si tratta di una decina di ragazzini di circa 10 anni, figli di scienziati. Guida il gruppo di genitori e figli, una nostra amica con suo figlio, Paola Catapano, del CERN. Anche loro filmano e poi racconteranno, assieme a noi.</p>
<p>Torno (spero) a Natale, poi Adriatica parte dalle <a href="http://www.tour2000.it/vacanze-Galapagos.htm">Galapagos</a> e arriva in <a href="http://www.tour2000.it/viaggi-Cile.htm">Cile</a>, dove dovrà esserci ad aspettarla Mario Tozzi, poi Mario torna a casa e arriva Syusy con un altro gruppo dell&#8217;Università di Bologna, guidato dallo tsunamista-maremotologo Tinti, poi in febbraio tocca ancora a me&#8230; ecc ecc.</p>
<p>Perchè ho contribuito a mettere in piedi tutto questo casino???<br />
Mah&#8230; un po&#8217; per caso. Ma il caso &#8211; me l&#8217;ha spiegato il mio amico Guido Barbujani, genetista evoluzionista &#8211; è uno dei fattori chiave dell&#8217;Evoluzione! Perchè credete che stia succedendo tutto questo can can contro il povero Darwin? Ma perchè ha dimostrato che, se siamo al mondo, è appunto &#8220;per caso&#8221;. Ed è questo ruolo del caso (contrapposto alla creazione consapevole di un Dio, al destino, a tutto ciò che &#8220;sta scritto&#8221;) che scandalizza e che provoca le reazioni dei creazionisti. Non riusciamo a rassegnarci ad essere &#8220;uomini per caso&#8221;, ma nel mio caso si tratta di una vocazione al caso, praticamente non ci faccio nemmeno più caso, per cui, sarà il caso che mi assuma le mie responsabilità.</p>
<p>Insomma, cari amici, amici cari, addio! Chiudo il gas e vado via.<br />
Se, alla fine di tutto, quando spero saremo in onda in TV, anche un solo bambino deciderà che da grande vuole fare il ricercatore anziché il calciatore, tutto questo avrà avuto un senso&#8230;</p>
<p>Patrizio Roversi &#8211; <a href="http://www.velistipercaso.it/" rel="nofollow">www.velistipercaso.it</a></p>
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		<title>Il viaggio inizia a Puerto Ayora. Ancorati in rada a Bahia Academia.</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Dec 2006 17:17:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Adriatica]]></category>
		<category><![CDATA[Beagle]]></category>
		<category><![CDATA[Darwin]]></category>
		<category><![CDATA[FitzRoy]]></category>
		<category><![CDATA[Galapagos]]></category>
		<category><![CDATA[Sulla rotta del Beagle]]></category>

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		<description><![CDATA[Alla fine eccomi qui, 10.000 miglia dopo la partenza da Rosignano, pronto a ripercorrere non solo idealmente le orme di Robert FitzRoy, il comandante del Beagle che ebbe a bordo durante quasi 5 anni il 22enne Charles Darwin, scienziato in erba afflitto dal più cronico dei mal di mari.
Inizia alle Galapagos la parte saliente della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alla fine eccomi qui, 10.000 miglia dopo la partenza da Rosignano, pronto a ripercorrere non solo idealmente le orme di Robert FitzRoy, il comandante del Beagle che ebbe a bordo durante quasi 5 anni il 22enne Charles Darwin, scienziato in erba afflitto dal più cronico dei mal di mari.</p>
<p>Inizia alle <a href="http://www.tour2000.it/vacanze-Galapagos.htm">Galapagos</a> la parte saliente della nuova avventura di Adriatica, che ripercorrerà &#8211; al contrario, è vero, ma ci sono valide ragioni &#8211; la stessa rotta del brigantino inglese che nel 1833 salpò da Devonport per una campagna idrografica destinata a restare nella storia.</p>
<p>Personaggio integerrimo, comandante già prima della trentina, FitzRoy era un marinaio perfetto. Inglese fin nel più profondo del suo animo, esplorò le coste del Sud America ridisegnando la maggior parte della cartografia del 19imo secolo. Grazie a lui le navi di sua maestà prima, e quelle di tutte le altre marine poi, potettero spingersi attraverso i canali della Patagonia e del <a href="http://www.tour2000.it/viaggi-Cile.htm">Cile</a> con maggiore tranquillità. Metodico nello scovare nuove rade, baie, approdi, nel rilevare pericoli e bassi fondali, fu anche uno degli inventori della meteorologia moderna e gettò le basi di buona parte della cartografia nautica occidentale.</p>
<p>Comandava un due alberi di poco meno di 30 metri in cui riuscì a stivare 77 persone con i più svariati compiti. Per fare un paragone, Adriatica è lunga<br />
22 metri e quando siamo in 12 a bordo si soffoca per la mancanza di spazio!<br />
Ufficiali, marinai, cuochi e camerieri, 8 soldati in armi, carpentieri, 2 artigiani velai, un fabbro, un pittore (come fosse un fotografo di oggi), un cartografo, un medico (che poi sbarcò a Rio, e fu l&#8217;unico a trovarsi male al servizio di FitzRoy) e un infermiere, gabbieri e nocchieri e… un biologo con compiti di raccolta e relazione scientifica: il nostro Charles Darwin. A bordo c&#8217;erano anche 3 indigeni fungini (cioè della Terra del Fuoco) che FitzRoy aveva portato in Inghilterra durante il suo precedente viaggio perché venissero educati e apprendessero l&#8217;inglese al fine di favorire i rapporti tra le popolazioni indigene e le navi di sua maestà e un giovane missionario, di soli 22 anni, che aveva il compito di diffondere la parola di Dio tra le genti della Terra del Fuoco aprendo una missione: non gli andò tanto bene e fu recuperato dopo non molto tempo!</p>
<p>Insomma, un universo eterogeneo che durante 5 anni convisse, esplorando e scoprendo, su una nave che oggi, ad uno sguardo superficiale, sembrerebbe un &#8220;collegio&#8221; galleggiante: il più anziano e di gran lunga, aveva 36 anni! E non era FitzRoy…</p>
<p>Ma torniamo a Lui. Magro, alto, elegante nei modi e coltivato nella mente, era per Darwin il perfetto esempio del Comandante di Marina. Un perfetto marinaio con ampie conoscenze scientifiche e un bagaglio culturale completo.<br />
A bordo fece imbarcare una biblioteca che contava 275 libri inclusa una copia integrale dell&#8217;enciclopedia Britannica. Nella sua cabina si trovava una raccolta di 22 orologi e cronometri da fare invidia al museo della Rolex. Gli servivano per calcolare con precisione la longitudine, che ha un rapporto strettissimo con il tempo, e quindi per perfezionare la posizione di molte isole lungo la rotta intorno al mondo.</p>
<p>Era al comando del Beagle già da qualche anno e aveva già effettuato una precedente campagna di successo in Sud America, sempre con compiti idrografici. Prima di questa seconda partenza, però, aveva voluto effettuare molti lavori sulla sua nave, tra cui alzare il livello del ponte per guadagnare spazio vivibile sotto coperta e appesantire la chiglia per rendere la nave più stabile. Durante il precedente viaggio, nel corso di una tempesta, aveva rischiato di capovolgersi.<br />
Aveva anche voluto aggiungere altre &#8220;lance&#8221; a quelle già in dotazione arrivando ad averne 6 a bordo. Queste lance, che si manovravano sia a vela che a remi, erano di importanza fondamentale. Infatti servivano sia per entrare o uscire da porti e rade trainando il Beagle a remi che per effettuare le campagne di rilevamento idrografico. Funzionava così: la nave ancorava in una rada sicura e si sistemava lì per un periodo più o meno lungo. Una parte dell&#8217;equipaggio salpava con due di queste scialuppe attrezzate di tutto punto, per andare ad esplorare le zone circostanti.<br />
Queste spedizioni duravano parecchi giorni; a volte settimane e quasi sempre una delle scialuppe era comandata dallo stesso FitzRoy.<br />
Durante queste soste Darwin aveva la possibilità di esplorare le terre circostanti la regione dove erano ancorati, e a volte, per esempio in <a href="http://www.tour2000.it/viaggi-Brasile.htm">Brasile</a>, partì per escursioni di diversi giorni.<br />
Nei mesi di cattivo tempo, mentre infuriavano le burrasche del Grande Sud, il Beagle se ne stava ancorato in una rada protetta e elaborava le informazioni raccolte, disegnava le nuove carte nautiche, o selezionava e divideva i materiali raccolti da inviare a Londra per la catalogazione.</p>
<p>FitzRoy era molto stimato dai suoi uomini. Dell&#8217;equipaggio della prima campagna idrografica solo 7 chiesero di non ripartire. Tutti gli altri vollero essere a bordo per la nuova navigazione del Beagle. Questa è la prova delle qualità anche umane e di comando di questo giovane Comandante che aveva due soli grandi difetti: il primo, era convinto calvinista e assertore che la storia geologica della terra coincidesse con il racconto biblico, quindi che la terra non avesse più di 5.000 anni; il secondo, che gli capitò diverse volte, nel corso dei 5 anni di navigazione intorno al mondo, di vivere dei periodi di crisi e di sconforto, soprattutto quando non riusciva ad ottenere dall&#8217;Ammiragliato britannico l&#8217;autorizzazione a compiere delle spese utili alla realizzazione del suo lavoro. In quel caso, pur di raggiungere lo scopo, anticipava lui i soldi e questo lo portò alla soglia della rovina finanziaria.</p>
<p>Adriatica è ora ancorata nella rada di Bahia Accademia, a P.to Ayora sull&#8217;isola di Santa cruz. Questa fu una delle 4 isole visitate da Darwin.<br />
Raccolse molti campioni di pietre, di vegetazione e di animali, ma al momento non lesse pienamente il messaggio che la natura gli stava indicando, sebbene ebbe delle intuizioni geniali. Ci vollero diversi anni, dopo il suo rientro in Inghilterra e l&#8217;aiuto di altri amici naturalisti per elaborare la &#8220;teoria&#8221; sulla Evoluzione. Noi siamo qui, immersi in questa natura così diversa da quella mediterranea, e ci immedesimiamo nello spirito che ebbero questi uomini durante la loro visita di duecento anni fa&#8217;. Foche e iguane nuotano intorno alla barca. Alcune vengono comodamente a piazzarsi nel pozzetto di Adriatica per la siesta serale. Le fregate volteggiano a pochi metri dalla testa d&#8217;albero della nostra barca, così come fecero probabilmente intorno agli alberi del Beagle, prima di tuffarsi in acqua per acciuffare la loro preda. I pellicani si battono con i gabbiani per il cibo, nonostante questo sia abbondante. Il porto pullula di barchini, lance, scialuppe che fanno la spola tra le barche, le navi e gli &#8220;Yates&#8221; per caricare e scaricare merci e persone, ne più, ne meno di come doveva avvenire a Floreana, che era l&#8217;unico abitato di questo arcipelago, durante la visita di FitzRoy, 200 anni fà. Tutto questo avvolge Adriatica e il suo equipaggio. Ci sentiamo testimoni della storia delle scoperte scientifiche e della navigazione di altri tempi. Siamo orgogliosi di ripercorrere la rotta che fu coperta dal Beagle. Andar per mare, ancora oggi, è una grande avventura. Probabilmente l&#8217;ultima grande avventura a portata di uomini liberi che, con i propri soli mezzi e la forza fisica e mentale, possa essere vissuta.</p>
<p>Filippo Mennuni, Comandante di Adriatica &#8211; <a href="http://www.velistipercaso.it/" rel="nofollow">www.velistipercaso.it</a></p>
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