Adriatica salpa di nuovo

6 maggio 2007

Finalmente in mare, ieri pomeriggio, dopo molti tentativi, abbiamo convinto l’autorità portuale ad aprire il porto e così abbiamo mollato le cime alle quattro in punto, un pò di motore per uscire dal porto e poi tutto su per far correre Adriatica.

Ed eccoci con le prime ventiquattro ore alle spalle, il tempo ci ha riservato un bel rodaggio, vento da 25 nodi a raffiche di 32 da sud est, bolina stretta e via a 7 nodi, ma la vera compagna di queste prime ore e stata la pioggia che non ci ha abbandonata mai durante tutta la notte, per fortuna ora non c’è sole ma almeno ha smesso di piovere e ci si asciuga le ossa mentre la barca fila a nove nodi con un vento di 15 al lasco, spinta dal genoa, trinchetta e randa con una mano, non si sa mai, i nuvoloni che coprono il celo ci costringono ad essere prudenti.

Parola a Damiano, il nuovo comandante

5 maggio 2007

Ora tocca a me!

Dopo tanti mesi a bordo eccomi pronto a prendere il comando di Adriatica per questo lungo rientro in patria, naturalmente fra i molti compiti che mi spettano c’è anche il diario di bordo.

E allora eccomi pronto a darvi tutte le notizie su Adriatica, sul suo equipaggio e su come vanno le cose qui in mezzo all’oceano, proprio in mezzo non siamo, se devo essere preciso siamo ancora a Punta del Este con cime a terra, ostaggi della capitaneria di porto locale che ha chiuso il porto per mal tempo e non lascia uscire nessuna barca… ora potete immaginare lo stato d’anima di Andrea, Ignazio, Ferdy tre marinai che vivono per il mare, tre cavalli di razza che scalpitano e che voglio prendere il mare anche se le previsioni danno forza 7/8.

Da parte mia non posso dargli torto, il peggio sembra passato, ora non soffia più a 28 nodi in porto e il fronte di nuvole basse che ieri passavo veloci sopra di noi si stanno allontanando, nonostante questo le autorità portuali, più volte sollecitate, sono ferme sulla loro posizione di porto limitato, come dicono loro.

Ora in me nasce anche la voglia di portare adriatica sotto il mio comando, devo molto a Federico e Filippo con i quali ho condiviso la vita a bordo sino ad ora e dai quali ho imparato molto, ognuno con le proprie esperienze, è grazie anche a loro che ora mi sento pronto a mollare gli ormeggi e partire, e non nascondo che non vedo l’ora di essere in navigazione, per portare adriatica secondo le mie sensazione e il mio istinto.

Spero di fare bene come lo hanno fatto chi mi ha preceduto, soprattutto per quanto riguarda la precisione e la completezza dei diari di bordo.

Un saluto a tutti.
Damiano.

Cambio al comando di Adriatica

3 maggio 2007

C’é fermento in coperta. Sacchi di vele, borse con la spesa, cassette degli attrezzi, cime. Ieri e l’altro ieri sono imbarcati Andrea Bari e Ignazio Mannu, che daranno una mano a Damiano e Fernando a riportare Adriatica in Italia. Io e Ricardo sbarchiamo. Reimbarcheremo in Mediterraneo dopo un po’ di riposo e un periodo di riorganizzazione di tutto il programma realizzato fin’ora. Inoltre ci sono da preparare le nuove avventure e i nuovi viaggi di Adriatica!
Syusy e Patrizio ci aspettano a Bologna. Chissà quante idee nuove per fare navigare Adriatica ancora.

Ieri sera abbiamo festeggiato il nuovo comandante. Nella Chacra (villa di campagna) di Alberto, il nostro amico argentino che ci sta ospitando e curando come dei figli, é stato organizzato un ennesimo “asado”: maialino, salsicce, costolette, tutto alla griglia su fuoco di legna di eucalipto!
Noi marinai non siamo facili alla commozione, ma non vi nascondo che lasciare Adriatica dopo 14 mesi di navigazioni, la partenza da Rosignano, i VpC ospitati a bordo, i professori e i ragazzi delle università, gli sponsor, gli amici conosciuti in sud America, la difficoltà e la lunghezza della navigazione… beh, un po’ di emozione l’ha data. Ma anche orgoglio, per il viaggio che Adriatica ha percorso grazie ai miei ragazzi: Ricardo Cufré, Andrea Barbera, Damiano Martini, Marcone e Emanuel, Fernando, Martin Alonso.
Italia, Spagna, Gibilterra, Canarie, Capoverde, le isole dei Caraibi, Curaçao, Panama, Galapagos, costa del Perù, Cile, Argentina, Uruguay: 18.000 miglia, l’80% di un giro del mondo!

E la grande soddisfazione di passare il comando, seppure provvisoriamente, a Damiano. 25 anni e un carattere da scafato marinaio. FitzRoy aveva la sua età quando prese il comando del Beagle la prima volta. Ottimo tecnico, impeccabile marinaio, con un carattere preciso ed esigente da se stesso
prima che dagli altri, ha già comandato barche grandi, ma questo viaggio, queste 6000 miglia di traversata oceanica di cui un buon 40 percento controvento, con la responsabilità di un equipaggio proprio e di riportare sana e salva Adriatica a casa saranno il suo “salto professionale”. Gli abbiamo regalato un ‘libro di bordo’, il primo che compilerà giorno per giorno e che resterà suo. Il racconto della navigazione, la rotta, il vento, le condizioni meteo, i turni di guardia, le rotture e le riparazioni, gli incontri con altre navi. Tutto sarà raccontato e riportato scrupolosamente su questo quaderno blu.

Ci siamo salutati in banchina con un abbraccio. Poi sono salito sulla Jeep rossa come Adriatica e sono partito per Montevideo, senza voltarmi, con Ricardo al mio fianco, come sempre.

Ciao Dami, ciao Adriatica. Ci vediamo a Cagliari.

Adriatica ormeggiata a Punta del Este

28 aprile 2007

Adriatica dondola all’ormeggio di Punta del Este, Uruguay. Alle stesse bitte dove stridono le nere cime della nostra barca sono state ormeggiate altre barche, da regata, partecipanti alle scorse edizioni della Regata intorno al mondo in equipaggio. Skipper famosi hanno camminato su questi pontili e bevuto seduti agli stessi tavolini che abbiamo condiviso con il Commodoro Horacio Garcia Pastori, capo assoluto dello Yacht Club Punta del Este.

L’accoglienza é stata calorosa, come in tutti i porti di questa America Latina dove Adriatica ha posato le cime. Ormai siamo famosi e tutti sanno che il Velero Rojo (il veliero rosso) ospita una simpatica e allegra ciurma di italiani. In paese ci riconoscono dovunque. Dopo una splendida navigazione di 30 ore che ci ha spinti a oltre 9 nodi da Mar del Plata con vento di traverso e piccolo lasco, poco prima del tramonto di domenica scorsa siamo passati tra Isla Gorriti e Isla de Los Lobos, che segnano l’ingresso al porto della cittadina uruguaya. La prima, ad un miglio dal fanale rosso del porto, é coperta da una selva di pini marittimi offerti dal Duce negli anni ‘30 e la seconda, marcata da un alto faro, accoglie una comunità di quasi 200.000 Lobos, i leoni marini. Probabilmente la comunità più nordica così numerosa. Alcuni di loro vivacchiano all’interno del Marina e danno spettacolo agli ultimi turisti della stagione giocando intorno alle barche giallo-rosse dei pescatori locali.

Da una settimana ormai gli appuntamenti mondani si alternano alle attività di preparazione della barca. Adriatica il 4 maggio partirà per attraversare nuovamente l’Atlantico e finalmente solcare le famigliari acque del Mediterraneo. Arrivo previsto a Napoli intorno al 22 giugno.

Damiano e Fernando, aiutati da due nuovi marinai Andrea (un altro!) e Ignazio, riporteranno la Rossa a casa con una navigazione di 6 settimane in cui toccheranno Capo Verde, Canarie, Gibilterra, Sardegna e Napoli.
Proprio oggi abbiamo fatto cambusa e imbarcato 2000 litri di gasolio. Un subacqueo ha pulito lo scafo e Damiano si é immerso per la verifica finale.
I controlli tecnici sono ormai terminati da una settimana e attendiamo solo l’OK delle autorità consolari per ufficializzare il provvisorio cambio equipaggio.
Dopo 6 mesi di navigazioni ininterrotte e a 14 mesi dalla partenza da Rosignano, io e Ricardo rientriamo in Europa per un periodo di riposo precedente alle attività estive di Adriatica. Inoltre c’é da tirare le fila di tutto il materiale girato dai nostri operatori. Questo lavoro é affidato a dei professionisti sotto la supervisione di Syusy e Pat, ma un aiuto “nautico” non fa male.

La comunità italiana Uruguaya é stata fantastica. Per combinazione il Console Italiano a Montevideo, Michele Pala, velista accanito con all’attivo 2 traversate dell’Atlantico, termina la sua missione in questi giorni. La sua Vice, Cinzia Frigo, ha organizzato una festa di saluto in cui noi di velistipercaso eravamo la… sorpresa inattesa! Per tutta la sera abbiamo mentito spudoratamente spacciandoci per Golfisti italiani in vacanza amici del Console Onorario a Punta del Este. Potete immaginare le gaffes di ciascuno di noi dell’equipaggio interrogato su handycap e percorsi… Comunque abbiamo tenuto botta fino a quando, sullo schermo, hanno cominciato a apparire le foto di Adriatica nei canali cileni e le pagine del nostro sito. Beh, non credevo che fossimo così famosi da questa parte del mondo. Nessuno nella sala era all’oscuro di noi, delle nostre avventure e dei programmi TV di Syusy e Patrizio.
La festa si é conclusa a tarda notte con un brindisi e l’invito al Console a venire a trovarci a Napoli, all’arrivo.
In questi giorni siamo spesso ospiti del nostro amico Alberto, un argentino di origine siriana che Ric e io conosciamo da anni. Nella sua Chacra (fattoria) organizza asados magnifici. L’asado é una griglia gigante dove si fanno arrostire maialino, agnello, salsicce, pezzi di manzo. Il tutto viene accompagnato da eccezionali vini Argentini come il Malbec o il Siràh, rossi di qualità eccellente. Tango e musica portegna completano il panorama, perfettamente accuditi dal nostro ospite e dalla
sua signora.
Per dopodomani é prevista a bordo la visita di alcuni italiani della comunità di Montevideo che vogliono visitare la barca. Tra l’altro, l’Ambasciatore d’Italia in Uruguay ha già navigato con Gigi e Irene nelle acque di Bali, durante il primo giro del mondo. Un amico ritrovato. Un altro. E quanti ne abbiamo ritrovati o trovati durante questo viaggio.
Marco ci ha lasciati ieri per rientrare in Italia. Via Rio de Janeiro…
Non vorrete che rientri direttamente senza prendersi una piccola pausa tra le palme di Buzios, dove le caipirhina sono servite da splendide ragazze dalla pelle dorata e la brezza calda dell’aliseo di sud est scompiglia la chioma dei palmizi? Ah,… Marco! Ci racconterai al tuo rientro…

La bandiera italiana di Adriatica sventola delicatamente a poppa. Qui a “Punta” la temperatura serale é più fresca che in Brasile, ma la luna é la stessa. Vado a prua a bere un bicchierino di rhum ripensando alle notti patagoniche, ormai alle spalle, ma indimenticabili: Chiloé, Melinka, Puerto Edén, Puerto Natales, Faro Evangelista, Canal Beagle, Ushuaia, la famigerata Isla de los Estados…

Che bella avventura!

Italiani a Mar de Plata

15 aprile 2007

Mar del Plata é una città argentina. Mar del Plata é una città italiana. Il 60% dei suoi 750.000 abitanti sono dei nostri compaesani, e ci tengono a dirlo. Le tradizioni italiane sono fortemente preservate e numerose sono le iniziative tese a prolungarle presso le nuove generazioni. L’italiano é la lingua straniera più diffusa e sta soppiantando il francese nelle domande delle scuole. La cosa che ci ha colpito é il forte interesse per la cultura italiana: libri, musica, giornali, teatro, cinema. Gli italo-argentini sono profondamente interessati a tutto ciò che viene dalla terra di origine. Gli scambi si intensificano grazie ad iniziative private, siccome il nuovo governo italiano a tagliato parecchi fondi per gli italiani all’estero ed era evidente, avendo soppresso il ministero relativo. Ma senza entrare in polemiche politiche, questi figli lontani della nostra Patria ci chiedono solo un po’ di attenzione. Troppo spesso noi italiani li dimentichiamo.
La sera dopo il nostro arrivo a Mar del Plata il nostro amico Genny (Gennaro Vottola) ha organizzato insieme a tutti i più importanti italo-argentini una serata a Casa Italia, la sede della loro associazione, che é attiva dal 1955. Cena, canti napoletani con l’accompagnamento di un suonatore di mandolino Ischitano (originale!).
Prosciutto e melone, maccheroni al ragù, stufato di carne, gelato italiano. caffè e… limoncello. Immancabile. Ottimo e prodotto quì, in Argentina, da un nostro connazionale, Antonio de Angelis, che é anche albergatore.
Radio Faro, nel suo programma “Italia sempre giovane” ci ha intervistati all’arrivo. Così pure la TV di Mar del Plata, all’interno della trasmissione ‘Puertos’.
Altri amici del gruppo hanno accompagnato il nostro equipaggio a visitare i pescherecci, gialli e rossi, attivissimi e praticamente tutti italiani. La maggior parte viene dal golfo di Napoli o dalla Sicilia, isole Eolie. Hanno portato con sé la tradizione marinara italiana. L’altro ieri é stato il momento ufficiale. Il Console d’Italia Paolo Emanuele Rezo Sordini ci ha simpaticamente ricevuti dimostrando un vero interesse per il nostro viaggio. Ci conosceva già, di fama, d’altronde.
Adriatica é stata ormeggiata per 6 giorni a fianco di un Aviso (una nave da pattugliamento) argentino. Il giovane comandante, un Tenente di Vascello, ci ha presentato ai suoi colleghi permettendoci di scorazzare liberi nella base esplorando sottomarini, navi, rimorchiatori. Era come
se fossimo le mascotte della base. Liberi di circolare, riprendere, fotografare, chiedere, girare! Non so se a La Spezia, in Arsenale, sarebbe lo stesso… Oscar Filippi é il nostro anfitrione all’interno
della Base e riceve Ricardo e me. Ci sediamo al bar del figlio di Genny e ci racconta tante cose. Si parla della immigrazione italiana, della guerra delle Malvine ferita sempre aperta, della mattanza dei pinguini che gli inglesi stanno facendo alle Falklands (da 3 a un milione in
pochi anni), delle difficoltà del suo paese…
E’ stato poi programmato un asado di carne su una graticola montata a fianco della nave, sul pontile. Una vera festa.
Dopo l’opportuna dose di lavori quotidiani per sistemare Adriatica dai piccoli problemi di manutenzione, noi dell’equipaggio eravamo sempre invitati da qualche parte. Case private, bar, locali, gite, spiaggia. Ogni ora faceva capolino dal tambuccio la testa di un simpatico
italo-argentino (molto spesso era ‘una’ italo-argentina… o una argentina tout-court! dopo che si é sparsa la voce del nostro arrivo) per invitarci in qualche luogo o a una gita.
Ma il tempo passa veloce.
L’onda dell’oceano che si infrange sulla scogliera del porto sembra dissuadere le barche dall’uscita. Il vento forte da nord ci fa esitare ancora.
Adriatica però vuole partire. Tira sulle cime come un cavallo alla partenza di una corsa sulle sue briglie. Adriatica é pronta. Adriatica deve continuare.
Alle 15:00 del 14 aprile molliamo gli ormeggi che ci hanno attraccato per qualche ora alla Fregata Comodoro Rivadavia, il tempo delle pratiche di uscita dal paese.
L’equipaggio é pronto, come sempre. Damiano, Marco, Gianni e i due nuovi amici Massimo e Oliver. Ricardo é a Buenos Aires per recuperare dei pezzi di ricambio del motore e visitare il padre e la sorella, che non vede da 3 anni. Ferdy ha terminato il suo contratto con noi. Ci saluta dal pontile con gli occhi velati.
Adriatica esce dal porto. La sirena del veliero rosso suona un lungo, grave e melanconico fischio. Un paio di sirene in risposta. Si levano le mani degli equipaggi di guardia sulle navi militari.
Adriatica imbocca la passe tra il Verde e il Rosso. L’onda lunga si va subito sentire. Su la Randa. Tutta. Fuori il genoa. Il vento ha girato a Ovest. Adriatica sbanda sotto le raffiche leggere. Rotta 035°. Velocità 9 nodi. 220 miglia a nord c’é Punta del Este. La prossima tappa.
Ciao Mar del Plata. Ciao Argentina. Ci hai coccolato tra le tue braccia.
Lo stereo di bordo suona “E’ Festa”, della PFM.